Sanità Fvg: premi 2023 fino a 26 mila euro ai direttori

Sulla base di una delibera regionale proposta dall’assessore Riccardo Riccardi, ai sei direttori generali delle Aziende sanitarie e degli Irccs del Friuli Venezia Giulia andrà la quota integrativa per i risultati 2023, pari a complessivi 138 mila euro. L’incentivo può valere fino al 20% dello stipendio lordo annuo, collocato in fascia A (154.937 euro) per Arcs, AsuFc, AsuGi e AsFo e in fascia B (140 mila euro) per Burlo e Cro.

La valutazione ha attribuito 94,06 punti su 100 al Burlo di Trieste (Stefano Dorbolò), seguito da Cro (88,49 – Francesca Tosolini), AsuFc (80,35 – Denis Caporale), AsFo (73,31 – Giuseppe Tonutti), Arcs (66,88 – Joseph Polimeni) e AsuGi con 60,45 punti (Antonio Poggiana). In rapporto al punteggio, i premi individuali sono stimati in circa 26.300 euro per Dorbolò, 24.700 per Tosolini, 25 mila per Caporale, 22.700 per Tonutti, 20.700 per Polimeni e 18.700 per Poggiana.

Tra gli indicatori esaminati figurano i tempi d’attesa: in AsuGi non è stato centrato l’obiettivo degli interventi chirurgici prioritari su colon e prostata (mammella al 64%), mentre AsuFc registra 82% per colon, 70% prostata e 68% mammella; AsFo raggiunge 87% colon e 85% mammella, ma manca sull’obiettivo prostata. Sulle fratture del collo del femore operate entro due giorni, AsuFc e AsuGi raggiungono il 100%, AsFo il 50%. Tutte e tre le Aziende falliscono l’obiettivo della campagna antinfluenzale, con adesioni in calo tra gli anziani.

Per gli Irccs, al Burlo l’88,5% delle colposcopie di secondo livello avviene entro otto settimane, mentre al Cro l’82,6% degli approfondimenti dopo una mammografia non negativa è eseguito entro 28 giorni.

Il consigliere regionale dem Nicola Conficoni ha commentato: «Una fotografia non positiva di una sanità in difficoltà anche in seguito a scelte politiche che tuttora non stanno mantenendo le aspettative».