Rotta balcanica, allerta su traffici e instabilità

La Rotta balcanica resta un corridoio strategico per i movimenti verso l’Europa occidentale. Frontex ritiene che i flussi migratori continueranno nel medio-lungo periodo, anche in uno scenario di maggiore stabilità in Medio Oriente, per ragioni economiche, migrazioni stagionali e tensioni etniche o politiche.

L’instabilità in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza potrebbe modificare nuovamente i modelli migratori nei prossimi mesi. Anche le difficoltà economiche in Afghanistan, Iran e Pakistan sono considerate un fattore in grado di alimentare nuove partenze verso l’Europa.

Tra le nazionalità più presenti lungo la rotta figurano cittadini provenienti dalla Siria, pari al 30%, dall’Afghanistan, al 14%, dalla Turchia, al 9%, dal Marocco, al 7%, e dal Bangladesh, al 4%. Questi dati trovano riscontro anche nelle operazioni delle forze dell’ordine contro i passeur.

Restano alte le preoccupazioni per droga e armi. L’Afghanistan continua a essere indicato come una delle principali fonti di eroina, mentre nei Balcani è previsto un aumento della produzione di cannabis. Frontex segnala inoltre il rischio di introduzione nell’Unione europea di armi leggere e componenti realizzati con stampa 3D, soprattutto lungo il confine orientale dell’Ue.