L’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, intervenuta a Udine al convegno promosso da Ebiart Fvg, ha rilanciato il ruolo della bilateralità quale cardine delle politiche occupazionali del Friuli-Venezia Giulia.
Rosolen ha spiegato che il modello regionale, fondato sulla collaborazione fra istituzioni, imprese ed enti dei lavoratori, è stato rafforzato dalla recente legge sull’innovazione sociale, che integra welfare territoriale, politiche attive e sostegno alle famiglie con l’obiettivo di accrescere potere d’acquisto, qualità dell’occupazione e inclusione di giovani e donne.
L’assessore ha ricordato che questo sistema ha garantito soluzioni efficaci anche durante le crisi economiche e la pandemia, coniugando competitività aziendale e tutele, tanto da divenire riferimento nazionale.
A proposito di salario minimo, Rosolen ha confermato la posizione della Regione, preferendo la contrattazione collettiva: secondo lei esiste il pericolo che una soglia legale si trasformi in un «salario massimo», mentre la bilateralità consentirebbe maggiore flessibilità e valorizzazione delle specificità locali.
Nel sistema italiano, ha evidenziato, 99 contratti collettivi coprono circa il 97 % dei lavoratori; per questo la Regione continua a promuovere la contrattazione di secondo livello e a contrastare i contratti pirata, rafforzando le esperienze virtuose già presenti sul territorio.
