Pellegrino: nuove edificazioni mettono a rischio la sicurezza del Tagliamento

«La Regione da un lato sostiene di non voler puntare su opere idrauliche invasive sul Tagliamento, ma allo stesso tempo […] è una contraddizione che rischia di aumentare, e non diminuire, la vulnerabilità del territorio».

La consigliera regionale Serena Pellegrino (Avs) critica le modifiche al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) approvate dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali più di quattro anni fa, perché mantengono la possibilità di nuove edificazioni nelle aree più delicate del Tagliamento.

Pellegrino contesta anche la delibera regionale 530/2024, che prevede interventi lungo il fiume per ridurre il rischio di alluvioni. A suo avviso, la Regione continua a privilegiare opere impattanti invece di soluzioni diffuse e sostenibili per la tutela del corso d’acqua.

La consigliera teme che costosi lavori possano risultare inutili senza il ripristino dei vincoli di inedificabilità sui terreni golenali, giudicati fragili e a rischio esondazione. Sottolinea la contraddizione fra l’impiego di denaro pubblico per progetti idraulici e la contemporanea riduzione dei limiti urbanistici nelle zone più esposte.

Pellegrino chiede alla Giunta di indicare le aree interessate dalle nuove possibilità edificatorie e di dettagliare le modifiche alle norme del piano. Ribadisce che la sicurezza idraulica passa dal lasciare spazio al fiume, proteggere le aree naturali di espansione delle piene, ridurre la pressione urbanistica e garantire un sistema di allerta efficace, oltre a un fondo di aiuto per chi potrebbe subire danni materiali.