Opposizioni: sul Monte Croce solo la variante di valico è realistica

Il 18 maggio 2026, in una conferenza stampa a Udine, i consiglieri regionali Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), Massimo Mentil (Pd) e Serena Pellegrino (Avs) hanno ribadito che «Sul passo di Monte Croce Carnico la soluzione più fattibile e l’unica davvero realizzabile è quella della variante di valico. A fronte del riaccendersi di ipotesi impraticabili, però, esprimiamo una forte preoccupazione per il rischio che il tema non si prenda di petto e si faccia dunque solo cortina fumogena anziché affrontare con urgenza una questione non più rinviabile».

I tre esponenti di opposizione, affiancati dal geologo Maurizio Ponton, dall’ingegnere Francesco Alessandrini e dall’ex senatore Diego Carpenedo, hanno ricordato che il 13 novembre 2025 l’assessora regionale Amirante e il vicepresidente della Carinzia Gruber avevano presentato uno studio di fattibilità condiviso, dal quale risultava prioritaria la variante di valico.

Secondo il gruppo bilaterale di esperti Carinzia-Friuli Venezia Giulia, la variante è al primo posto fra le possibili soluzioni, davanti alla galleria di valico. Nonostante manchino impegni statali per un nuovo trattato e per i 530 milioni di euro necessari, in queste settimane parte del centrodestra e alcune categorie economiche continuano a proporre il tunnel in quota come scelta “scontata”.

Dalla stampa austriaca è arrivata inoltre la presa di posizione dell’assessore tirolese alle Infrastrutture Zumtobel, che ha scritto: «le principali soluzioni per la costruzione di gallerie al Passo di Plöcken, tra la Carinzia e il Friuli Venezia Giulia, sembrano essere state accantonate. Anche il governo regionale della Carinzia mi ha assicurato che il Tirolo continuerà a essere attivamente informato. In ogni caso, non deve esserci alcun nuovo percorso di transito che abbia un impatto negativo diretto sui comuni di Lienz e Kitzbühel. Pertanto, resteremo vigili».

Nell’incontro Alessandrini e Ponton hanno confermato la fattibilità tecnica della variante. Il geologo ha raccomandato «non toccare le falde acquifere» che riforniscono l’acquedotto fino a Tolmezzo e alimentano la centrale idroelettrica del Fontanone di Secab, avvertendo che i costi potrebbero crescere in modo vertiginoso a causa delle criticità idrogeologiche.