L’infortunio sul lavoro costato la vita a Daniel Tafa, 22 anni, nello stabilimento Stm di Maniago, in provincia di Pordenone, era prevedibile ed evitabile secondo la consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pordenone.
Il giovane operaio morì il 25 marzo 2025 durante le operazioni di lavoro: fu investito dagli effetti dell’esplosione di un macchinario e trafitto da una scheggia.
Secondo i consulenti, le carenze emerse riguardano più profili: tecnico, organizzativo e procedurale-formativo. La perizia individua criticità nelle misure di prevenzione, nell’organizzazione della sicurezza e nelle procedure operative adottate nello stabilimento.
Nel sito produttivo si erano già verificati infortuni simili. Uno, nel dicembre 2024, aveva avuto modalità analoghe ma conseguenze molto più contenute. Dopo quegli episodi, la struttura organizzativa dell’azienda sarebbe rimasta invariata.
Gli elementi saranno valutati dalla Procura nel procedimento penale che vede indagate sette persone, tra dirigenti, responsabili della sicurezza e figure apicali dell’azienda.