L’inchiesta sull’omicidio di Alessandro Venier compie un passo decisivo: la madre Lorena, detenuta al Coroneo di Trieste e già rea confessa, si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero dopo la notifica di chiusura delle indagini.
Assistita dall’avvocata Alice Bevilacqua, la donna è accusata di omicidio volontario premeditato e pluriaggravato, vilipendio e occultamento di cadavere. Ha ammesso di aver ucciso il figlio insieme alla nuora Mailyn Castro Consalvo e di averne poi smembrato il corpo, tenendone i resti per una settimana in un bidone dell’autorimessa di casa.
La difesa parla di interrogatorio affrontato con “lucidità e sofferenza” e di «una scelta di profonda consapevolezza» mirata a ricostruire l’intera vicenda, compreso il «percorso ideativo» che avrebbe portato al delitto.
Secondo quanto riferito dalla legale, Venier era convinta di dover «proteggere la nuora e la nipote», agendo in un contesto di forte disagio personale e familiare. Le dichiarazioni intendono fornire agli inquirenti una visione completa delle motivazioni dietro un gesto che ha scosso la comunità friulana.
