Un messaggio dedicato al Giorno del difensore della Patria del 23 febbraio, in cui si celebrava il “maschio russo”, ha acceso gli animi in un cantiere della nuova ala dell’ospedale di Udine. L’autore, il 46enne moldavo filorusso Valeriu Cebotarean, e il collega ucraino cinquantenne Viktor Chernetskyy hanno prima discusso negli spogliatoi e poi, poche ore dopo, si sono affrontati in un’area isolata del cantiere.
Cebotarean ha raccontato di essere stato aggredito alle spalle e di aver reagito colpendo il rivale con il casco; Chernetskyy ha invece denunciato di aver ricevuto un colpo all’occhio e alla fronte con una staffa in ferro zincato. Su querela dell’ucraino, il 46enne è finito a processo per lesioni aggravate, assistito dagli avvocati Piergiorgio Bertoli e Julia Konon, mentre la parte civile era rappresentata dal legale Alberto Bianchi.
Il giudice di Udine Matteo Carlisi ha assolto l’imputato «perché il fatto non sussiste», rilevando l’assenza di prove e di testimoni oculari in grado di confermare la versione dell’accusa.
