Le immagini inedite del 7 maggio 1976 in mostra a Spilimbergo

Fino al 7 giugno Palazzo La Loggia di Spilimbergo ospita “CHÊ MATINE”, la prima mostra dedicata ai 50 scatti realizzati da Aldo Martinuzzi nelle ore immediatamente successive al terremoto del 7 maggio 1976.

Il fotoreporter friulano arrivò da Milano all’alba: con la sua moto percorse i centri colpiti tra le 5 del mattino e le 5 del pomeriggio, documentando i crolli a Pinzano, Valeriano, Osoppo e in altri paesi fra Udine e Pordenone.

Martinuzzi ricorda il primo impatto con la devastazione: «Sono andato verso Pinzano, a Valeriano, alla discesa giù che io conosco benissimo, e là sullo sfondo la chiesa diroccata è stato il mio primo impatto con il terremoto».

Il viaggio cominciò nel cuore della notte: «All’una di notte ho preso l’850 moto Guzzi sono venuto qui con la mia futura moglie e conoscendo tutte le località, ho fatto un tour, diciamo dalle cinque del mattino alle cinque del pomeriggio… potevo tornare a Milano e vendere le foto ma non l’ho fatto e per cinquant’anni le ho tenute lì».

Fra le immagini annotate con orario compare, alle 7 del mattino, un giovane che vanga l’orto poco dopo il sisma; in un’altra foto, sull’asfalto di Osoppo, campeggia la scritta “la terra trema il cielo si oscura ma il 57 non ha paura”.

L’esposizione, organizzata dal Comune di Spilimbergo e dal CRAF, propone così un diario visivo di quello che il fotografo definisce “finimondo”, restituendo alla memoria collettiva un capitolo cruciale della storia del Friuli.