A Ravascletto è visitabile la mostra “Sconfinare, germogliare. Viaggio tra memoria e presente nelle giovani famiglie di Carnia”, aperta ancora oggi e domani alla Cjasa Da Duga.
L’esposizione nasce da una ricerca promossa dalla Comunità di montagna della Carnia per raccontare la vita delle famiglie che hanno scelto di restare nei 25 Comuni montani nonostante lo spopolamento.
La fotografa carnica Ulderica Da Pozzo ha raccolto ritratti e video-interviste, proseguendo il percorso iniziato nel 1996 con il libro “Il fum e l’aga”. Oggi le abitazioni appaiono rinnovate: accanto a cucine moderne resistono lo spolert acceso, il fogolar e i pranzi della domenica a Cabia.
Tra le storie documentate spiccano il borgo di Dubeis, dove vivono solo due famiglie e la piccola Alma, e la coppia trasferitasi da Udine con cinque figli a Sant’Antonio, vicino a Forni di Sotto. A Buttea il giovane Rubens raggiunge la scuola a Caneva dopo un lungo tragitto quotidiano, mentre Rebecca – nata nel 1999 – ha riportato il marito da Moruzzo a Cima Corso sopra Ampezzo, ristrutturando un vecchio casolare per i loro tre bambini.
Dalle interviste emergono le stesse parole chiave: bellezza, pace e la volontà di far crescere i figli in montagna, pur fra le difficoltà di servizi e numeri ridotti.
