Da manager di una multinazionale americana ad allevatore di capre da cashmere a Montereale Valcellina. È il cambio di vita scelto da Ivo Romanelli, 50 anni, nato a Borgomeduna di Pordenone e residente a Montereale dal 2007.
Fino al 2021 Romanelli ha lavorato per vent’anni nell’assistenza di aziende metalmeccaniche; negli ultimi quindici è stato manager, responsabile di un team di dodici persone, con frequenti viaggi nel mondo. Dopo il periodo del Covid e dello smart working ha deciso di lasciare il lavoro: «Mi licenziai a dicembre del 2021».
La svolta è arrivata dopo l’incontro con un allevamento friulano di capre da cashmere e con Iommi, una delle prime capre che lo hanno colpito. Insieme alla compagna Branka Resnik, giornalista slovena, Romanelli ha dato vita all’azienda agricola Mezalot, dal nome del colle dove si trovano stalla e pascoli.
Oggi l’azienda conta 24 capre, chiamate con nomi ispirati a cantanti e musicisti della scena metal mondiale. I primi esemplari arrivati sono stati Iommi, omaggio al chitarrista dei Black Sabbath, e Rammstein. Gli animali sono al centro anche di incontri con bambini delle scuole materne ed elementari e delle “passeggiate a ritmo di capra” per adulti, famiglie e gruppi.
Romanelli ha seguito un corso intensivo di quattro mesi per ottenere il diploma da imprenditore agricolo professionale e ha aperto la partita Iva a febbraio 2022. La sua giornata inizia alle 6.30, sette giorni su sette: lavora alcune ore in un rifugio per cavalli, poi sale sul colle. Ha recuperato 6 ettari di terreno, dove pascolano 17 maschi; le 7 femmine con i piccoli restano invece a casa.
La produzione è artigianale e limitata. Le capre vengono pettinate a mano per raccogliere il cashmere senza stressarle: per ottenere 200 grammi di sottopelo servono circa mezza giornata di lavoro. In un anno le 24 capre producono circa 4 chili di cashmere grezzo, pari a 2 chili netti, che uniti alla seta diventano circa 2,5-3 chili di filato.
Il marchio registrato è “Sclet” cashmere, dal friulano “schietto, autentico”. Pulitura e cardatura avvengono in un lanificio di Vicenza, mentre la tessitura è affidata alla Tessitura La Colombina di Badoere, nel Trevigiano. Una sarta stilista di Conegliano ha già realizzato prototipi di giacche unisex in cashmere e il primo lotto di sciarpe è pronto per il mercato.
