In Friuli Venezia Giulia cresce la minaccia delle piante invasive

Panace gigante di Mantegazza

In Friuli Venezia Giulia sono state individuate almeno 12 specie vegetali invasive di rilevanza europea, la cui presenza mette a rischio ecosistemi, infrastrutture e, in alcuni casi, la salute delle persone.

Il millefoglio d’acqua brasiliano (Myriophyllum aquaticum) si espande velocemente nei corsi d’acqua, rallentando il flusso e creando ostruzioni nei canali di irrigazione e bonifica. Per contenerlo la Regione ha destinato quasi 40 mila euro al Consorzio di bonifica della Pianura Friulana: gli interventi meccanici sono in corso tra Palazzolo e Pertegada e saranno estesi ad Aquileia, seguiti da smaltimento controllato e monitoraggi annuali.

La panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum), rilevata in Carnia nel 2016, può causare dermatiti gravi a chi entra in contatto con la linfa esposta al sole. Azioni mirate ne hanno ridotto la diffusione e l’obiettivo ora è l’eradicazione completa.

Nella Laguna di Marano proseguono le rimozioni della Baccharis halimifolia, arbusto nord-americano che colonizza rapidamente gli ambienti costieri. Molto diffuso è anche l’ailanto (Ailanthus altissima), le cui radici possono danneggiare strade e muri, mentre le sostanze rilasciate impediscono la crescita delle specie autoctone.

La strategia regionale punta su monitoraggi costanti, interventi tempestivi ed eradicazione delle specie più critiche, per salvaguardare biodiversità, sicurezza e territorio.