Il consiglio di amministrazione di Icop ha approvato il piano industriale 2026-2029, che prevede di portare i ricavi dagli attuali 503 milioni di euro pro-forma del 2025 a 900-950 milioni nel 2029. L’Ebitda è atteso tra 170 e 190 milioni, con un margine del 19-20 per cento.
Il gruppo conta su un portafoglio ordini di circa 1,5 miliardi di euro. La crescita si concentrerà sulle fondazioni speciali, con particolare attenzione agli Stati Uniti, sul microtunneling in Europa e negli Usa e sulle opere marittime nei porti italiani e statunitensi. Gli investimenti saliranno fino a 40-45 milioni di euro nel 2029, mentre alla ricerca e sviluppo saranno destinati complessivamente 15-20 milioni.
Tra gli obiettivi di sostenibilità figura il dimezzamento entro il 2029 delle emissioni di gas serra scope 1 e 2 rispetto al 2019. Icop prevede inoltre di valutare secondo criteri Esg almeno l’80 per cento dei fornitori strategici e di estendere a tutti i dipendenti un sistema di incentivi legato alla sostenibilità.
Il piano si affianca all’offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Trevi, lanciata il 28 giugno 2026. Il perfezionamento è atteso entro il quarto trimestre dell’anno. Icop ha inoltre avviato il passaggio da Euronext Growth Milan a Euronext Milan e ha convocato l’assemblea degli azionisti per il 28 luglio 2026.
