La 97ª Adunata Nazionale degli Alpini ha trasformato Genova in un grande tricolore. Sotto una pioggia insistente, la sfilata si è aperta con l’Inno di Mameli e ha richiamato circa 90.000 persone lungo il percorso cittadino.
Oltre 15.000 alpini sono arrivati dal Nord-Est, molti dal Friuli, dove nel 1976 il terremoto cambiò la storia della regione. Nel cinquantesimo anniversario di quell’evento, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato gli alpini come «custodi di una nobile tradizione di lealtà e coraggio» e ha inviato il suo «apprezzamento della Repubblica» al sodalizio.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha sfilato con la sezione di Pordenone dichiarando: «È un onore essere qui con loro perché gli alpini sono sempre pronti ad accorrere in aiuto e in soccorso… Grato per sempre».
Lungo via XX Settembre è risuonato anche l’appello alla pace, rilanciato da uno striscione con la scritta «Pace, basta guerre». Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato la sua prima adunata nel 1981 e le storie sulla ritirata di Russia che gli impartirono la lezione sulla ferocia dei conflitti. Il viceministro Edoardo Rixi ha sottolineato la necessità di coinvolgere più giovani: «Oggi in servizio attivo abbiamo 13mila alpini, una volta erano 100mila. Bisogna trovare un sistema per coinvolgere i giovani, magari attraverso un servizio civile o di protezione civile alla fine degli studi».
Alle 10:20 hanno sfilato le sezioni estere provenienti da Sudafrica, Argentina, Canada e New York. Poi la Brigata Alpina Taurinense e la Bandiera di Guerra del 2° Reggimento Alpini di Cuneo, con in testa il presidente dell’ANA Sebastiano Favero accanto alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Andrea Adorno.
In serata, in piazza della Vittoria, è previsto il tradizionale «Passaggio della stecca»: Genova passerà il testimone all’organizzazione di Brescia per l’adunata del prossimo anno.
