La 31enne colombiana Mailyn Castro Monsalvo e la suocera 62enne Lorena Venier, entrambe accusate dell’omicidio e del vilipendio del cadavere di Alessandro Venier, saranno sottoposte a perizia psichiatrica disposta dal pubblico ministero Giorgio Milillo e affidata al dottor Francesco Piani. L’esame dovrà stabilire la loro capacità di intendere e di volere e l’idoneità a sostenere il processo.
Gli avvocati di Mailyn, Federica Tosel e Francesco De Carlo, hanno presentato ricorso al tribunale del riesame di Trieste chiedendone la scarcerazione e l’affidamento a una struttura sanitaria adeguata, oppure a una Rems. Secondo la difesa, «La detenzione in carcere di Mailyn Castro Monsalvo non è compatibile con la gravità del suo quadro clinico».
Dopo aver trascorso un periodo all’Istituto a custodia attenuata per detenute madri di Venezia, la donna è stata trasferita nel carcere della Giudecca; il 2 febbraio, a causa di un grave scompenso psichiatrico, è stata ricoverata in ospedale, dove si trova tuttora. Tosel ha definito la situazione «Circostanza drammatica, condizioni molto serie».
I legali contestano l’ordinanza del gip di Udine che disponeva il passaggio dall’Icam al carcere ordinario, sostenendo che il rischio sia ormai clinico e non criminale e che la permanenza in cella aggravi la salute della loro assistita.
