Secondo l’ultimo report Excelsior-Unioncamere, ad aprile le imprese del Friuli-Venezia Giulia prevedono 9.500 assunzioni, 170 in meno rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel periodo aprile-giugno le entrate programmate salgono a 31.880 (+640 su base annua), con turismo e costruzioni che continuano a sostenere la crescita nonostante il contesto internazionale instabile.
«È un momento indubbiamente complesso – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo -. Era prevedibile un’incertezza nelle previsioni di assunzione, ma i segnali positivi di alcuni settori ci parlano di aziende attente, resilienti e fiduciose».
Nel dettaglio dei comparti: settore primario 460 ingressi ad aprile e 1.330 nel trimestre; industria 2.590 e 8.560, con manifattura in flessione del 5,1% e costruzioni in crescita del 6%; servizi 6.450 e 21.980, con il turismo che nel trimestre segna +13,5% (970 lavoratori in più) mentre commercio e servizi alla persona restano stabili.
Resta elevata la difficoltà di reperimento: il 52% delle posizioni (circa 5.000) è difficile da coprire, contro una media nazionale del 44,6%. Le criticità maggiori riguardano analisti e sviluppatori di app (86,1%), personale sanitario e sociale qualificato (78%), fabbri e costruttori di utensili (83,7%) e operatori non qualificati nella manifattura (86,5%).
Delle assunzioni previste, il 29% interessa giovani under 30 e il 28% lavoratori stranieri.
«Per le imprese artigiane cresce la difficoltà di reperire personale, in particolare operatori specializzati e competenze digitali – evidenzia Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia -. Le piccole e medie imprese faticano a restare competitive, soprattutto nell’adozione di strumenti di Intelligenza artificiale».
Il report delinea quindi un mercato del lavoro regionale sospeso tra prudenza e capacità di tenuta, con la necessità di colmare il divario di competenze per sostenere la competitività futura.
