Il conflitto in Medio Oriente rischia di far mancare fertilizzanti a livello mondiale: dallo Stretto di Hormuz transita un terzo del commercio globale e le scorte sono già ridotte, mentre la produzione dei concimi azotati dipende dal gas, anch’esso in rincaro.
A Varmo il titolare Gianluca Bernardis segnala che il prezzo di un sacco di urea necessario per un ettaro è balzato da 266 euro a 450 euro. «Abbiamo aspettato perché ci sembrava insieme ai nostri consulenti che il prezzo fosse già troppo alto, non fosse il valore di mercato, e ora con l’inizio della guerra ci siamo trovati scoperti non avendo firmato nessun contratto», spiega. Il diesel agricolo, aggiunge, è salito da 0,70 a 1,2 euro al litro.
Confagricoltura Friuli Venezia Giulia teme che i produttori di mais, orzo e frumento, privi di potere sul prezzo di vendita, debbano comunque sostenere costi di produzione sempre più elevati.
I terreni sono in preparazione per la semina del mais, prevista a fine marzo, con la concimazione programmata tra maggio e giugno.
Secondo Davide Bricchi, direttore generale del Consorzio Agrario FVG, «C’è stato un aumento del 40-50%. Carburanti e quindi irrigazione se pensiamo al mais e fertilizzanti, l’urea, impattano circa il 50% del costo di produzione del mais quindi è un impatto molto forte».
