Emanuele Chiavola, il regista della rinascita friulana

Nato a Gemona il 5 febbraio 1920, Emanuele Chiavola crebbe in una famiglia modesta: il padre ferroviere morì quando lui aveva sette anni e la madre insegnava alle elementari. Dopo il liceo Stellini ottenne borse di studio che gli permisero di frequentare le università di Padova, Torino e Cagliari, laureandosi in Ingegneria civile nel 1944.

Negli anni Sessanta scelse la didattica: dal 1962 al 1976 insegnò Elettronica industriale, disciplina allora all’avanguardia, elaborando programmi e dispense insieme all’ingegnere Giovanni Panzeri.

Prima del sisma del 6 maggio 1976 ricopriva incarichi pubblici a Udine, era assessore ai Lavori pubblici della Provincia e presiedeva il Consorzio Aussa Corno, concentrandosi sullo scalo di Porto Nogaro e sulle infrastrutture collegate.

Il 7 settembre 1976 il presidente regionale Antonio Comelli lo nominò segretario generale straordinario per la ricostruzione del Friuli, ruolo mantenuto fino al 31 agosto 1990. Chiavola coordinò tecnici e amministratori con uno stile diretto; se qualcosa non funzionava rassicurava i colleghi con la frase «non ti preoccupare, combiniamo».

Convinto che occorresse ricostruire dov9era e com9era, difese l’identità dei paesi colpiti rifiutando l’idea di nuove città satellite. La figlia Gabriela lo ricorda come un padre affettuoso, onesto e coerente, certo che il successo del lavoro dipendesse prima di tutto dal senso di comunità.