Nuova svolta giudiziaria nel procedimento sul crac Coopca. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Trieste per Giancarlo Veritti, Mauro Veritti, Fosca Petris e Daniele Delli Zotti. Le loro posizioni saranno ora riesaminate da un’altra sezione della Corte d’Appello di Trieste.
Diversa la decisione per Ermano Collinassi, il cui ricorso è stato dichiarato inammissibile: per lui la condanna a 3 anni di reclusione diventa definitiva. È già definitiva, invece, la condanna a 3 anni per l’ex presidente del Cda di Coopca Giacomo Cortiula, che aveva rinunciato al ricorso in Cassazione. Respinta anche la richiesta delle parti civili di ottenere il riconoscimento dei danni morali.
Le motivazioni della Suprema Corte non sono ancora state depositate, ma la decisione riapre il giudizio sulle responsabilità dei quattro imputati. Al centro del procedimento c’è l’accusa di bancarotta fraudolenta pluriaggravata legata al trasferimento del patrimonio immobiliare della cooperativa a ImmobilCoopca, società interamente partecipata, senza un adeguato corrispettivo. Secondo l’accusa, quell’operazione avrebbe permesso una rappresentazione non veritiera della situazione economica e finanziaria di Coopca, gonfiando i bilanci e nascondendo perdite e criticità ai soci prestatori.
Per Collinassi, un eventuale cambio di scenario potrebbe arrivare solo se il nuovo giudizio d’appello si chiudesse con un’assoluzione piena degli altri imputati con la formula “il fatto non sussiste”.
La vicenda Coopca resta una delle più rilevanti per il territorio anche sul piano sociale. Nel 2014 la cooperativa aveva presentato domanda di concordato preventivo con debiti vicini ai 90 milioni di euro. Oltre 5 mila soci prestatori avevano affidato alla cooperativa risparmi per circa 30 milioni di euro. In questi anni la procedura ha consentito una decina di riparti parziali, con la distribuzione di oltre 34 milioni di euro, mentre la Regione è intervenuta per rimborsare una parte dei crediti dei risparmiatori.
