Il 28 marzo la Regione ha pubblicato il bando di gara europeo per redigere il DOCFAP, documento che dovrà valutare le alternative alle opere di mitigazione del rischio idraulico sul fiume Tagliamento. L’appalto, in lotto unico, vale 3,48 milioni di euro per servizi di ingegneria e architettura.
Tra gli 85 punti tecnici previsti nei criteri di aggiudicazione, 23 sono riservati a progettisti con esperienza su «casse di espansione», «argini diaframmati», «dighe e traverse». L’associazione “Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi” ritiene che la scelta limiti la multidisciplinarità ecologica e che il perimetro di studio, dal tratto fra Spilimbergo e la foce, escluda la zona montana.
Il gruppo, insieme a comitati e vari comuni, chiede il ritiro delle delibere regionali 530/2024 e 1076/2024 che prevedono una traversa laminante tra Dignano e Spilimbergo e casse fuori alveo a Madrisio di Varmo. Sottolinea inoltre che il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni non è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica.
Durante le audizioni presso l’Autorità di Bacino, dodici esperti indicati in parte dai municipi hanno segnalato criticità su modellazione, morfodinamica, trasporto solido e impatto ecologico; molte domande sarebbero state archiviate con la formula «in via preliminare non è stata valutata».
Il prof. Andrea Rinaldo, Stockholm Water Prize 2023 e consulente del Commissario di Governo, ha ricordato che i modelli basati sulla piena del 1966 sono superati dalla «morte della stazionarietà» climatica; procedere senza aggiornamento dei dati è, a suo giudizio, «imprudente» e «non ragionevole». Rinaldo ha avvertito che «distruggere il capitale naturale del Tagliamento con opere superate sarebbe la peggiore scelta possibile».
Nonostante tali rilievi scientifici, la Giunta regionale prosegue con il bando fondato sui modelli contestati.
