Autotrasporto, UnaTras verso cinque giorni di fermo a metà maggio

Lo sciopero contro il caro gasolio indetto da TrasportoUnito, non presente in Friuli Venezia Giulia, è stato revocato dopo poche ore a seguito del decesso di un autista investito durante una manifestazione in Campania.

L’attenzione ora è rivolta a UnaTras, il coordinamento che riunisce Fai, Cna e Confartigianato e rappresenta la maggior parte delle 100 mila imprese di autotrasporto italiane. Venerdì ha deliberato un fermo nazionale di cinque giorni ipotizzato per metà maggio e oggi ne comunicherà formalmente le date al Garante, mentre nelle prossime ore potrebbe arrivare una convocazione dal Ministero.

Secondo il segretario Fai Fvg Giulio Zilio, «Viene minacciato perché la situazione è molto difficile. E’ chiaro che se c’è un fermo i disagi sono tantissimi può mancare la merce nei supermercati e nelle industrie».

Il settore beneficia già di un rimborso accise di circa 27 centesimi al litro, ma lo sconto generalizzato deciso dal governo ha ridotto il vantaggio a 7 centesimi. Per il presidente di Confartigianato Trasporti Fvg Stefano Adami, il problema va risolto con interventi di liquidità: sospensione dei versamenti contributivi e fiscali, recupero immediato delle accise e decreto attuativo per i ristori compensativi. Un’azienda, ha ricordato, «si ritrova con un camion normalmente 1000 euro in più di gasolio».

L’associazione di categoria Anita, aderente a Confindustria, non parteciperà allo sciopero di questa settimana pur condividendo alcune ragioni della protesta. Il presidente della sezione Trasporti internazionali Massimo Masotti spiega: «Preferiamo attendere che il governo ci convochi – discutere delle nostre problematiche e cercare di raccogliere per i nostri associati le migliori condizioni possibili affinché questo caro gasolio impatti il meno possibile».