L’ultimo fine settimana ha visto lunghe code di automobilisti italiani nelle stazioni di servizio oltre confine in Slovenia, attratti da tariffe ancora competitive nonostante i rincari legati al conflitto in corso sul fronte iraniano e al conseguente aumento del prezzo del petrolio.
I listini sloveni, ritoccati al rialzo martedì scorso ma congelati fino a martedì 24 marzo, rimangono più bassi di quelli italiani grazie alla riduzione delle accise decisa dal governo di Lubiana. La benzina senza piombo è salita di 3 centesimi arrivando a 1,466 euro al litro, il diesel di 6,3 centesimi raggiungendo 1,528 euro, mentre il gasolio da riscaldamento costa ora 1,159 euro al litro dopo un aumento di 8,8 centesimi.
In Slovenia i prezzi dei carburanti sono rivisti ogni due settimane mediante una formula che considera l’andamento del petrolio e il cambio euro-dollaro, garantendo così periodi di stabilità che, in momenti di tensione sui mercati, attirano molti consumatori dall’Italia.
