Il 22 aprile, nella sala consiliare di Gemona del Friuli, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante ha partecipato alla tavola rotonda “Prevenire è meglio che curare. La manutenzione del territorio è responsabilità comune“, promossa da Ance Fvg a cinquant’anni dal terremoto del 1976.
«La ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976 ha dimostrato che anche da una crisi profonda può nascere una trasformazione duratura, quando una comunità sceglie di avere visione, regole e infrastrutture adeguate. Oggi quella lezione ci richiama a governare con la stessa lucidità il territorio, i suoi cambiamenti e le nuove fragilità che abbiamo davanti», ha dichiarato l’assessore.
Amirante ha definito la crisi demografica una delle sfide più rilevanti per il governo del territorio, spiegando che la programmazione di opere pubbliche, servizi e spazi urbani richiede un’analisi attenta dei mutamenti nella composizione della popolazione.
Ha inoltre ribadito l’importanza della predittività nella pianificazione e la necessità di un nuovo piano di governo del territorio capace di anticipare i cambiamenti, difendere il suolo, accompagnare l’evoluzione degli insediamenti e rafforzare l’adattabilità del Friuli Venezia Giulia.
L’assessore ha ricordato il dibattito culturale e progettuale sviluppatosi dopo il sisma, indicandolo come esempio di come una crisi possa trasformarsi in occasione di sviluppo, innovazione e qualità urbana.
Tra i risultati di quel periodo, Amirante ha citato la nascita dell’Università di Udine e il potenziamento di infrastrutture strategiche, dal sistema autostradale al comparto ferroviario.
Secondo l’assessore, il Piano urbanistico regionale rimane uno strumento chiave, perché permette di creare prima le condizioni per il lavoro e gli insediamenti produttivi e, successivamente, di sostenerli con infrastrutture adeguate.
