Si intitola “Alla gentilezza di chi la raccoglie“ il libro con cui Raffaella Cargnelutti, critica e storica dell’arte di Tolmezzo, torna in libreria dal 15 gennaio. Il romanzo nasce dalla vicenda reale del padre Giulio, tenente catturato dalle SS il 20 luglio 1944 e deportato per nove mesi nel campo di Buchenwald senza poter scrivere alla famiglia.
L’autrice racconta che in casa si parlava poco di quell’esperienza fino al 2001, quando la famiglia pubblicò il diario illustrato di Giulio. Nel 2010, dopo la morte del padre, seguì una mostra per le scuole con lettere e documenti rimasti nascosti per decenni. L’attenzione suscitata spinse Cargnelutti a trasformare quelle memorie in un romanzo che intreccia storia privata e collettiva, trasmettendo un messaggio di amore, fede, arte e perdono.
La stesura ha richiesto lo studio dei materiali di famiglia, la visita al lager e la lettura di molte testimonianze. L’autrice ha così scoperto aspetti inediti del padre e invita i giovani a raccogliere i racconti dei nonni prima che vadano perduti.
Oggi tre sculture, il taccuino dei disegni e altri documenti originali di Giulio Cargnelutti sono esposti in modo permanente al Memoriale di Buchenwald, a suggello di un percorso che, dopo tanta sofferenza, si chiude con la bellezza dell’arte.
Cargnelutti porta spesso questa storia nelle scuole: con la scomparsa dei testimoni diretti, sente il dovere morale di continuare a far riflettere le nuove generazioni anche alla luce dei conflitti attuali.
Tra le precedenti opere dell’autrice figurano “Il ritratto di Maria” (2010), “Viandante sul mare di nebbia” (2011), “L’opera imperfetta” (2012), oltre a raccolte di fiabe e al romanzo “La valle dei Ros”.
“Alla gentilezza di chi la raccoglie” sarà disponibile in tutte le librerie e punta a diventare, ancora una volta, strumento di memoria e dialogo con i più giovani.
