Aviano, archiviazione e ricorso alla Cedu

Il Tribunale di Pordenone ha archiviato il procedimento sulla presenza di testate nucleari statunitensi nella base di Aviano, ma nell’ordinanza ha considerato provata la presenza di armi nucleari sul territorio italiano sulla base della documentazione prodotta dai denuncianti e dell’assenza di ulteriori accertamenti tecnici richiesti dalla Procura.

La giudice per le indagini preliminari Vortali non ha accolto direttamente la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e ha fissato un’udienza in camera di consiglio. Ha inoltre riconosciuto a WILPF Italia la legittimazione ad agire per gli interessi collettivi legati al disarmo e alla smilitarizzazione.

Nel merito, la presenza dei dispositivi è stata ritenuta non punibile in base all’articolo 51 del Codice penale, relativo all’esercizio di un diritto o all’adempimento di un dovere. Le preoccupazioni sanitarie, ambientali e di sicurezza sollevate dai comitati sono state considerate questioni politiche e non rilevanti nel giudizio penale.

I legali della rete Ialana contestano l’impianto dell’ordinanza e richiamano le norme inderogabili del diritto internazionale umanitario. Le associazioni promotrici, fra cui Tavola per la Pace Friuli Venezia Giulia, Pax Christi, Comunità Laudato Si’, Coordinamento No Triv e WILPF Italia, valutano un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per una presunta violazione dell’articolo 2 della Convenzione europea, relativo al diritto alla vita. L’obiettivo dichiarato resta la rimozione degli ordigni dalla base di Aviano.