In Friuli Venezia Giulia i cittadini aderiscono agli screening oncologici più della media italiana quando ricevono l’invito. La criticità riguarda però la capacità di raggiungere tutta la popolazione interessata, soprattutto per mammografia e prevenzione del tumore della cervice uterina.
Dai dati 2024 analizzati dalla Fondazione Gimbe emerge che il Fvg supera la media nazionale nell’adesione a tutti e tre i programmi gratuiti: settimo posto per la mammografia, nono per lo screening cervicale e quinto per il colon-retto.
Per la mammografia, rivolta alle donne tra 50 e 69 anni, gli inviti hanno raggiunto l’84,7% del target, contro una media italiana del 97,3%. Tra le donne invitate, però, l’adesione è stata del 59,7%, quasi dieci punti sopra il dato nazionale.
Nello screening cervicale, destinato alle donne tra 25 e 64 anni, l’estensione si è fermata al 78,9%, mentre la media italiana è del 117,2% anche per effetto degli inviti di recupero. L’adesione in Fvg è stata del 58,4%, contro il 51% italiano.
Il risultato migliore riguarda il colon-retto, programma rivolto a donne e uomini tra 50 e 69 anni: l’estensione ha raggiunto il 100,7%, sopra la media nazionale del 94%, e l’adesione è stata del 53,2%, rispetto al 33,3% italiano.
A livello nazionale, nel 2024 il 54% della popolazione interessata, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti. Secondo Gimbe, il mancato raggiungimento di una copertura del 90% avrebbe impedito di identificare oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose.
Per il Friuli Venezia Giulia il punto di forza resta quindi la risposta dei cittadini. La priorità è ampliare la platea raggiunta dagli inviti, in particolare per mammografia e screening cervicale.
