A Tualis, frazione di Comeglians di circa 60 abitanti, Alessio Chiararia e Antonio Di Piazza stanno riportando vita in una vecchia stalla e nei piccoli allevamenti del paese. I due ragazzi si occupano di capre, vitelle, galline e anche di un maiale, con una routine che comincia ogni giorno alle 4.30 per pulire, dare da mangiare agli animali e poi andare a scuola.
La loro attività è però contestata da alcune persone, soprattutto non residenti, che si lamentano per l’odore del letame. Le madri dei due ragazzi difendono la scelta dei figli, ricordando che stalle e animali fanno parte da sempre della vita dei borghi montani.
Ilaria, madre di Alessio, sottolinea l’impegno educativo di questa passione e critica chi ostacola chi vive e lavora in montagna. Gabriella, madre di Antonio, racconta che il figlio ha iniziato a 12 anni chiedendo tre caprette tibetane come regalo di compleanno; oggi le capre sono otto e si sono aggiunte una manza e una pecora.
Secondo Gabriella, i ragazzi vengono fermati e minacciati di segnalazioni alle forze dell’ordine, all’Usl e ai veterinari. Per le famiglie, senza giovani disposti a prendersi cura degli animali, la montagna rischia di perdere una parte della propria identità.
