Infezioni nelle Rsa, prevalenza al 2,6%

Quasi tre ospiti su cento nelle Residenze sanitarie assistenziali italiane convivono con un’infezione correlata all’assistenza, spesso causata da microrganismi resistenti agli antibiotici. La prevalenza è del 2,6%, in calo rispetto al passato.

Il dato emerge dal progetto nazionale promosso dal Ministero della Salute, con capofila la Regione e coordinamento scientifico dell’Università di Udine. L’indagine condotta nel 2024 ha coinvolto 470 Rsa e quasi 32 mila residenti.

In Italia i posti letto per non autosufficienti nelle Rsa sono oltre 300 mila, il doppio di quelli per acuti; in Friuli Venezia Giulia sono più di 10 mila. Le infezioni sono favorite dalla fragilità degli ospiti, dalla lunga permanenza nelle strutture, dalla vita comunitaria e dai frequenti trasferimenti tra ospedali e Rsa.

Lo studio rileva che nel 60% delle strutture è presente un professionista formato per il controllo delle infezioni, ma competenze e protocolli non sono ancora uniformi. Tra le priorità indicate dagli esperti ci sono sorveglianza, monitoraggio e coordinamento tra ospedali e strutture residenziali. Silvio Brusaferro, coordinatore scientifico del progetto, richiama l’importanza di professionisti formati, buone pratiche e lavoro in rete; l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha ribadito a Udine la necessità di rafforzare assistenza domiciliare, servizi territoriali e rete delle strutture residenziali.