Stop all’Ilia sulle seconde case di Cazzaso, penalizzate dalla storica frana e dalla svalutazione degli immobili. È la richiesta contenuta in un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale di opposizione Roberto Busolini insieme a Gabriele Moser, Pierpaolo Lupieri, Mauro Migotti, Fabiola De Martino, Francesco Martini, Francesco Brollo e Marco Craighero.
I consiglieri hanno chiesto anche la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, che dovrà svolgersi entro 20 giorni. La richiesta riguarda gli immobili della frazione di Tolmezzo interessati dal movimento franoso, in un’area riclassificata dalla Regione con pericolosità passata da P3 a P4, il livello massimo.
Al centro della protesta ci sono anche 52 terreni a Fusea e Cazzaso Nuova, considerati edificabili solo sulla carta. Secondo le istanze dei cittadini, per frammentazione fondiaria, condizioni geologiche, morfologiche o altri vincoli, quei terreni non consentirebbero concretamente alcuna costruzione. I proprietari hanno depositato le domande di modifica della destinazione urbanistica l’11 marzo, chiedendo di rinunciare all’edificabilità.
Busolini aveva già sollevato il tema con due interpellanze, a dicembre 2025 e aprile 2026. Il 26 giugno ha poi depositato uno specifico ordine del giorno, che non è stato discusso nella seduta del 30 giugno. I consiglieri firmatari hanno giudicato la scelta politicamente grave e hanno formalizzato la richiesta di un Consiglio straordinario per affrontare la questione.
