Dal primo luglio il microchip è obbligatorio per tutti i gatti, anche per quelli che non escono mai di casa. L’inserimento viene effettuato dal veterinario sotto il pelo dell’animale e consente la registrazione nell’anagrafe felina e canina nazionale.
Ada Rossi, presidente dell’Ordine dei Veterinari di Trieste, conferma che l’obbligo ha valore retroattivo e riguarda sia i gatti portati dal veterinario per la prima volta sia quelli che restano in casa da molti anni.
Il costo dell’operazione può arrivare fino a 60 euro. Chi ha un Isee sotto i 30 mila euro può richiedere il contributo della Regione, che copre anche le spese di sterilizzazione. La sterilizzazione è obbligatoria per i gatti che escono di casa.
Chi non si adegua rischia una sanzione da 150 a 900 euro. Per i gatti trovati, prima di tenerli è necessario verificare che non abbiano un proprietario; i gatti in strada sono patrimonio del Comune e per adottarli bisogna passare dal veterinario.
Secondo Rossi, il microchip permette di conoscere meglio il numero dei gatti presenti e di organizzare campagne più adeguate per profilassi e sterilizzazioni. Per i proprietari, un gatto con microchip può anche essere assicurato e riconosciuto da gattaiole elettroniche compatibili.
