L’artigianato in Friuli Venezia Giulia apre il 2026 con un segnale positivo. Nel primo trimestre il comparto conferma il trend di crescita degli ultimi tre anni e mostra una fase di rinnovamento.
Al 31 marzo le imprese artigiane attive in regione sono 27.712, con un saldo positivo di 11 aziende. Il dato è significativo perché arriva in un periodo dell’anno tradizionalmente sfavorevole.
Secondo Confartigianato Friuli Venezia Giulia, il sistema artigiano regionale sta dimostrando capacità di adattamento. Anche dopo lo stop al Superbonus, l’edilizia mantiene solidità grazie all’impiantistica ad alta efficienza energetica, alla domotica e alle opportunità della Transizione 5.0.
A livello territoriale crescono soprattutto Trieste, Pordenone e Gorizia, mentre Udine registra una lieve flessione. Restano rilevanti il manifatturiero d’eccellenza, la subfornitura legata a metalmeccanico e arredo, i servizi alla persona e il digitale, che rappresentano oltre il 41% dell’artigianato regionale.
Con oltre 65mila addetti e un valore aggiunto di 3,6 miliardi di euro, il settore si conferma strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia. Le prossime sfide indicate riguardano innovazione, ricambio generazionale e attrattività delle nuove imprese.
