Omicidio Venier, Dna sul cuscino

Sulla federa del cuscino ritenuto dagli inquirenti il mezzo con cui sarebbe stato soffocato Alessandro Venier sarebbero emerse tracce di Dna riconducibili alla vittima e alla compagna Mailyn Castro Monsalvo.

Non sono invece emersi profili genetici attribuibili alla madre della vittima, Lorena Venier. Il risultato arriva dalle analisi dei Ris di Parma sul caso dell’uomo ucciso e fatto a pezzi lo scorso luglio nella sua abitazione di Gemona del Friuli, in provincia di Udine.

Per la difesa di Lorena Venier, rappresentata da Alice e Paolo Bevilacqua, l’esito degli esami confermerebbe la versione della donna, secondo cui sarebbe stata soltanto la nuora a utilizzare il cuscino durante il soffocamento.

I legali di Mailyn Castro Monsalvo, Federica Tosel e Francesco De Carlo, sostengono invece che il Dna della coppia sia compatibile con il normale uso domestico del cuscino e non provi la dinamica dell’omicidio. Secondo questa posizione, la morte potrebbe essere legata alle precedenti punture di insulina fatte dalla madre al figlio.

Il processo prenderà il via il 20 luglio davanti alla Corte d’Assise di Udine.