Nuova legge FVG: più edilizia sociale e sostegno alla fascia grigia

Nella IV Commissione del Consiglio regionale l’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha presentato il disegno di legge 80, che ridisegna le politiche abitative del Friuli Venezia Giulia.

Amirante ha spiegato: «La nuova legge regionale sulle politiche abitative nasce dalla consapevolezza che il tema della casa non possa più essere considerato un aspetto secondario, ma rappresenti oggi una vera e propria infrastruttura sociale, indispensabile per garantire qualità della vita, coesione delle comunità e sviluppo dei territori. Negli ultimi anni sono cambiati profondamente i bisogni abitativi e l’accesso al mercato immobiliare è diventato più difficile anche per ampie fasce della popolazione che in passato non vivevano particolari criticità. Per questo servono strumenti nuovi, più flessibili e capaci di integrare politiche abitative, pianificazione urbana e sviluppo del territorio».

Il provvedimento aggiorna il sistema regionale introducendo un modello che mette in relazione pubblico e privato e rafforza edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata, con particolare attenzione al social housing.

Una novità riguarda i meccanismi destinati alla “fascia grigia” della popolazione, cioè famiglie che non rientrano nei requisiti dell’edilizia sovvenzionata ma incontrano difficoltà nel mercato libero. Per loro la legge prevede incentivi e canoni sostenibili.

«Per la prima volta – ha evidenziato Amirante – vengono introdotti strumenti specifici pensati per dare risposta a questa parte crescente della popolazione, attraverso incentivi, premialità e nuove formule abitative che favoriscano alloggi accessibili a canoni sostenibili».

La Regione proseguirà inoltre il sostegno alle Ater per la manutenzione e il recupero del patrimonio esistente e collegherà le politiche della casa alla rigenerazione urbana tramite masterplan e partenariati pubblico-privato che riservino quote all’edilizia sociale.

«La direzione che vogliamo seguire – ha spiegato Amirante – è quella di riportare la funzione abitativa dentro quartieri, paesi e città, mantenendo il tradizionale policentrismo caratteristico e qualificante del territorio regionale, come elemento vivo e integrato con i servizi, la qualità urbana e la vita delle comunità. La casa non deve essere considerata soltanto una risposta a un bisogno abitativo, ma una leva strategica per costruire territori più inclusivi, attrattivi e sostenibili».

Il ddl 80 rafforza anche il ruolo dei Comuni e delle Ater nella rilevazione del fabbisogno abitativo e nel coordinamento dei tavoli territoriali, per adeguare gli interventi alle diverse realtà del Friuli Venezia Giulia.